Quanti sinonimi esistono per identificare la violenza?
E’ possibile indicarla con diversi termini: “prepotenza, sopraffazione, angheria,vessazione, prevaricazione, sopruso, crudeltà,maltrattamento, brutalità, abuso, arbitrio,coercizione, costrizione” e ancora…… ma, qualunque modo si scelga per identificarla non cambia il senso dell’atto. Un atto disumano, soprattutto se rivolto contro chi non può difendersi come i bambini o una donna che, nella normalità, sono fisicamente meno dotati di un uomo.
La domanda che sorge spontanea è: “Perchén alcuni uomini uccidono le proprie compagne di vita?” Le risposte più banali e semplicistiche sono la gelosia, il tradimento, le menzogne e altre idiozie del genere. Ma, forse, la vera risposta è un’altra, più aberrante, surreale, ma certamente più realistica.
Sarebbe facile esprimere il concetto in modo sterile e veloce: il sesso maschile è un predatore, i piccoli sono inermi, le donne sono il sesso debole e quindi inferiori. Ma, l’assunto di base è molto più profondo e affonda le radici nei tempi dei tempi. L’uomo, per sua natura, tende a prevaricare i suoi simili; dalle origini l’uomo è sempre stato considerato forte, dominante en padrone indiscusso di tutto ciò che riteneva fosse suo. In questo assunto, non corretto, è stata inserita anche la donna che, per secoli, è stata considerata un oggetto posseduto dall’uomo, … prima dal padre, poi dal marito e in seguito dal figlio.
Ma la storia ci insegna che di donne potenti e più forti degli uomini ce ne sono sempre state, da Cleopatra alla Zarina, fino ad arrivare a Rita Levi Montalcini. E sempre la storia ci ricorda che, molto spesso, se non sempre, dietro a grandi uomini ci sono state grandi donne che, in silenzio e anonimato hanno gestito il lavoro dei propri uomini senza mai prendersi una parte del merito.
Tutto questo non vuol dire che gli uomini sono dei falliti, tutt’altro, vuol semplicemente rimarcare che, seppur con differenze, le donne non sono mai state schiave dell’uomo, neppure mentalmente ma solo in una apparenza voluta dalla storia.
In questo contesto di silenzioso conflitto è nata la necessità per l’uomo di dimostrare il proprio possesso solo per soddisfare un ego represso.
Da questo è scaturito un rovinoso conflitto che ha portato alcuni uomini ad agire in modo assurdo e violento…. Hanno ucciso solo per dimostrare la propria forza, per sottomettere
chi ha avuto l’ardire di violare le regole e ancora per dimostrare che nonostante tutto loro sono i più forti.
Si potrebbe andare avanti per ore ma le risposte sarebbero tutte simili perché in fondo a questo assurdo tunnel di morte non c’è altro che il bisogno di affermare la propria forza, dominio e possesso solo per non sentirsi inferiori, falliti e inutili.
Sembra irraggiungibile il concetto che non dovrebbe esistere tra uomo e donna disparità di trattamento, e ancora più impossibile arrivare a poter dire che donne e uomini sono
complementari, l’uno utile all’altro senza necessità di sottomissione da ambo le parti.
Se fosse stato facile raggiungere questa meta non avremmo, ancora in molti paesi, i cadaveri di donne mutilate, stuprate e uccise.
Molti si nascondono dietro i vessilli religiosi per privare le donne della propria libertà, ma anche questa scelta non sembra funzionare.
Eh, si, ormai non funziona più nulla……Le donne hanno deciso di essere libere da ogni vincolo di subordinazione, libere di volare in alto e di non essere più vassalle degli uomini.